Con il termine di talassemia, o anemia mediterranea, si intende un gruppo di malattie ereditarie caratterizzate dalla produzione di globuli rossi anormali. Tale alterazione del sangue é più o meno grave, per cui porta a danni clinici molto diversi, arrivando, attraverso stadi intermedi, dallo stato di portatore sano che ha una normale aspettativa di vita, alla "alfa talassemia maior" che porta inevitabilmente alla morte già nel corso della vita intrauterina.
In Italia la forma più
comune è la beta talassemia perché in questi pazienti (detti beta zero) è assente
del tutto o parzialmente (pazienti beta più) la produzione delle cosiddette
catene beta (dell'emoglobina) che servono a trasportare l'ossigeno dai polmoni
ai tessuti, dopo la nascita.
In termini pratici, i talassemici hanno nel loro sangue una quantità più o meno
alta di globuli rossi con la struttura e le capacità funzionali adatte alla
vita intrauterina.
E' evidente che la gravità della malattia è proporzionale alla percentuale di emoglobina "fetale" presenti nel loro sangue dopo la nascita.
I globuli rossi dei talassemici sono dunque anormali, più piccoli (la malattia è detta perciò microcitemia dal greco micros = piccolo), incapaci di ben trasportare l'ossigeno e per di più sopravvivono meno del normale.
L'organismo cerca allora di compensare tale situazione, cercando di produrre un numero più alto di globuli rossi espandendo il midollo osseo e aumentando l'assorbimento intestinale del ferro. Nel caso di persone che hanno ereditato la malattia da uno solo dei genitori, questo sistema funziona ed allora si parla di beta talassemia minor.
Il paziente è talvolta pallido e astenico (cioè un po più debole del normale); è soprattutto un "portatore sano".
Nei casi gravi (morbo di Cooley o beta talassemia maior), cioè in quei malati che hanno ricevuto i geni della malattia da entrambi i genitori, questo tentativo di compenso è inefficace a correggere l'anemia, anzi, a sua volta provoca ulteriori danni all'organismo perché, l'espansione midollare, oltre certi limiti, deforma le ossa e il ferro assorbito in eccesso si deposita su tutta la persona, danneggiando il fegato, le ghiandole endocrine, il pancreas, provocando diabete e complicazioni cardiache che sono attualmente la causa più comune di morte. Questi pazienti manifestano i segni della malattia già nei primi mesi di vita e, se non curati, muoiono in tenerissima età, non superando la pubertà.
Distribuiti con maggiore incidenza in Sardegna, nell'Italia meridionale, nel delta del Po e a Torino, per la forte colonia sarda di lavoratori alla Fiat, in tutta Italia ci sono circa due milioni e mezzo di portatori sani (e la maggior parte non sa di esserlo) a fronte di oltre settemila ammalati nella forma grave che diventano oltre venticinquemila se teniamo conto anche degli altri popoli che si affacciano sul Mediterraneo.
In lingua greca thalassa significa appunto mare e questo è più diffuso tra le popolazioni costiere e molto meno tra gli abitanti delle zone continentali o montuose.
Come si lega la
talassemia all'AVIS?
La risposta sta nel
fatto che l'unico aiuto ai malati gravi arriva dalla trasfusione di sangue. La
cura della talassemia, infatti, si è evoluta attraverso vari periodi storici:
Come per
molte altre malattie, la talassemia maior si può prevenire attuando un piano di
educazione sanitaria e di informazione agli individui portatori sani sull'entità
del rischio che corrono se intendono avere dei figli con un altro portatore
sano.
In Italia nascono circa
cinquecento bambini ogni anno ammalati in modo grave e spesso i genitori
protestano per non essere informati di correre tale rischio. In ogni caso c'è
poi la possibilità di effettuare con sicurezza al 99 % la "diagnosi
prenatale" di talassemia attraverso il prelievo di sangue fetale alla
diciotto - ventesima settimana di gestazione, trovandosi i geni della beta
talassemia sul cromosoma undici e quelli della alfa talassemia sul cromosoma
sedici.
Nel prossimo futuro si spera
di arrivare alla guarigione totale dei pazienti gravi con il trapianto di
midollo osseo o di geni del midollo osseo che portino comunque alla normale
produzione delle proteine (catene alfa e beta) mancanti.
Anche le cellule fetali (di
fegato) trapiantate si sono dimostrate capaci di produrre globuli rossi con
emoglobina normale.
Come ultime informazioni o
curiosità ricordiamo che il sangue trasfuso ai talassemici deve essere privato
dei globuli bianchi e che l'essere microcitemici conferisce resistenza alla
malaria superiore a quella di coloro che non lo sono ed è quindi facile capire
perché attualmente vive un numero di microcitemici superiore alla media
nazionale nelle zone una volta paludose e infestate dalle zanzare portatrici
della malaria.
Due segnalazioni: